L’ideologia di destra che rende i “diversi da noi” colpevoli, è inaccettabile.
Ma ugualmente e talvolta penso maggiormente responsabile dell’arretratezza italiana ormai insostenibile è anche una certa ideologia di sinistra che “incasella” immediatamente ogni pensiero non conforme al “verbo” unico.
Come detto e scritto, la violenza verso noi donne è inaccettabile, sempre. A Colonia come tra 4 pareti in Italia e un partner italianissimo. Inaccettabile se la mano indesiderata tra le nostre gambe è di un tizio europeo o marocchino.
Non fa differenza.
E inoltre.
Se i fatti di Colonia siano stati organizzati da gruppi di uomini africani o fossero stati provocati da uomini europei con l’intento di destabilizzare la delicata questione immigrazione, non cambia.
O meglio cambia moltissimo, ma dopo una globale e ferma condanna a quanto avvenuto.
Da questa pagina ho denunciato con uguale indignazione i fatti di Colonia e i femminicidi che quasi nessuno (verificate) si filava. Quelli dove lei è extracomunitaria e povera e viene fatta a pezzi dall’italiano feroce, ad esempio. O dove lui è un simpatico maritino 30enne che sgozza la moglie perchè forse lei l’ha tradito.
Di questi femminicidi abbiamo scritto in 4. O forse 5. I giornailsti che ora scrivono di Colonia come se la violenza verso le donne fosse per loro insostenibile, solitamente non si occupano di questioni miserabili come le donne ammazzate. E li piazzano in un trafiletto in cronaca.
Sono indignata e incazzata e però so bene qual’è il nostro italianissimo cancro: la scarsa autostima di noi donne.
Che si manifesta ora e sempre.
La vediamo quando i numeri della violenza verso le donne crescono e le donne “potenti”, in politica nel business, tacciono colpevolmente: non ne parlano perchè credono “erroneamente, quanto erroneamente” che non riguardi loro. E’ un tema, quello della violenza,secondo loro, da povere, da sfigate. E voltano la testa.
-La leggiamo su taluni giornali definiti “di sinistra” in cui giornaliste di lungo corso e” femministe”, si scagliano verso chi osa criticare i “diversi” che sono sempre nel giusto, sempre. Un po’ meno nel giusto le donne. ( ricorderò sempre una riunione di un’importante associazione femminile anni fa: si discuteva di un femminicidio, il caso era su tutti i giornali. La Presidente non spendeva una parola sulla povera 50enne fatta a brandelli da un ragazzo extracomunitario in un campo: la sua unica preoccupazione era: se difendiamo questa donna, la destra strumentalizzerà il caso?)
-la constatiamo quando finissime coltissime analiste si ergono a metterci in guardia verso una posizione troppo netta verso gli uomini che hanno agito la violenza a Koln, ma poi non hanno mai mosso un dito, non hanno mai preso posizione verso la pubblcità sessiste e violenta,o verso una tv di Stato che manda in onda donne parcellizzate, deumanizzate, oggettivate da 30 anni.
Donne colte e al contempo ignoranti che nulla conoscono del potere dei media e della sofferenza delle migliaia di ragazzine nelle scuole che crescono con riferimenti mediatici devastanti.
Tacciono colpevolmente e lasciano fare il lavoro sporco alle attiviste: andare nelle scuole, decodificare le immagini che provocano violenza, inseganare a difendersene.

E allora il vero lavoro da fare è formare educare le e i giovani al rispetto , al confronto, all’educazione alla relazione.
Tra le altre immagini che da anni analizziamo schediamo per il nostro progetto di Educazione ai Media ce n’è una che mi ha colpito: in un programma preserale visto dalle famiglie su una tv generalista, c’è il simpatico e ammiratissimo presentatore che “conduce” un concorrente giovane goffo imbranato e timido, alle spalle della valletta che è una valletta all’italiana: “tanta”, scosciata, con la vocina infantile. Gli prende le mani e le posa sui fianchi prorompenti della ragazza. CHe ride. Il ragazzo arriva si e no al deretano di lei. Il pubblico sghignazza a crepapelle.
La telecamera inquadra cosce, cuolo, seno.
L’immagine dopo è una panoramica di un trenino umano: Dietro al ragazzo altri uomini, allupati e sghignazzanti, si sono messi in fila.
La ragazza ha “dietro” una coda di uomini. Fine metafora.
H 19 tv generalista. Pubblico famiglie.
Ma.
Ma trattare di temi come offrire al PAese, che ha i dati di analfabetismo piu devastanti di Europa, una tv educativa, non “tira” tra una certa sinistra che vuole disperatamente restare elite.
La violenza di queste immagini non credo di doverla spiegare.
E visto che mi considero un’attivista, una cioè le cui azioni sono atte a provare a migliorare le cose, insisto:
lavoriamo sulla nostra consapevolezza.
Educhiamo al rispetto, all’autostima, e alla consapevolezza orgogliosa di sè.
E saremo in grado di dire NO a tutti i tipi di violenza in modo autonomo e senza fraintendimenti